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La fonderia di Cantù
La Fonderia artistica:
pratica artigianale ed espressione artistica
All'inizio degli anni Venti i gemelli Carlo e Luigi Rigola erano ormai scultori affermati e nel pieno della loro maturità professionale.
Attraverso l'opera della fonderia erano intenzionati non solo a realizzare le fusioni delle loro opere di piccola dimensione, ma anche dedicarsi alla produzione di accessori per mobili e ornamenti per monumenti funebri.
La prodigiosa abilità plastica, la maturità stilistica, nonchè la perfetta conoscenza delle diverse tecniche di fusione li induceva ad avviare un'attività che poteva diventare complementare all'altra, di scultori.
Nel 1921 con i soci Magni e Airoldi, costituirono la ditta "Fratelli Rigola e C." che per alcuni anni li impegnò nella ideazione e produzione di fregi, mostrine e maniglie per mobili, cornici e specchiere: ornamenti molto richiesti dal mercato canturino del mobile in decisa ripresa dopo la guerra.
Oltre a queste piccole decorazioni, continuarono a creare piccole sculture a tuttotondo o a bassorilievo da abbinare a letti, madie o trumeau.
Aprirono presso il loro studio in Cantù un laboratorio di modellazione e cesello finalizzato alla preparazione professionale di giovani artigiani. Era una scuola a tutti gli effetti dove i ragazzi sperimentavano le diverse tecniche di lavorazione dei materiali, fino al cesello.Il loro fu vero mecenatismo, e probabilmente senza la loro azione alcuni dei giovani apprendisti difficilmente avrebbero trovato sbocchi adeguati alle loro possibilità
Alla loro scuola si formarono non solo scultori e cesellatori, ma anche coloro che sarebbero diventati i migliori intagliatori del Novecento Canturino.
L'esperienza didattica della bottega di scultura continuò per cinque anni nel corso di "modellazione in creta" tenuto presso la Scuola d'Arte di Cantù da Carlo, su incarico del direttore Carlo Arnaboldi, dal 1927 al 1933.
Nella fonderia i ruoli dei diversi artefici si suddividevano in parti distinte ma fra loro complementari: da una parte i due fratelli nella veste di artigiani-artisti che ideavano l'oggetto, dall'altra i loro soci che materialmente realizzavano l'opera, riproducendola in numerosi esemplari. Trovava così compimento la cooperazione tra tradizione artigiana e "formatività" artistica, tra abilità tecnica e creazione individuale.
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