Menu principale:
La stagione delle commemorazioni
Al termine della lunga,interminabile, prima guerra mondiale ogni città e paese italiani, contavano a decine e centinaia le giovani vittime.
Una vena d'immenso cordoglio attraversò la nazione.
Fu in questo clima che le manifestazioni di cordoglio culminarono essenzialmente nella realizzazione di monumenti ai caduti che avrebbero dovuto solennizzare l'immensità del sacrificio compiuto e che per buona parte degli anni Venti impegnarono tenacemente i migliori scultori nazionali: fra questi i fratelli Rigola.
Nel 1919 venne loro commissionata la realizzazione del monumento ai caduti di Rovellasca (Como).
Fra le composizioni più dinamiche dell'intera produzione dei due scultori, l'opera era alta quattro metri e rappresentava un fante nell'atto di contrapporsi al nemico.
Purtroppo la grandiosa statua venne fusa durante la seconda guerra mondiale per farne bronzo per cannoni.
Del 1921 è il Monumento ai Caduti di Zogno (Bergamo) la cui realizzazione venne sostenuta dall'Onorevole Bortolo Belotti, Ministro del Regno,e consigliere al Comune di Milano. Quì conobbe i Rigola, ormai riconosciuti scultori e a loro assegnò la realizzazione del monumento. La popolazione di Zogno dedicò un busto al Belotti, eseguito dai gemelli Rigola, che è conservato presso l'Archivio Belotti ( Biblioteca Belotti) a Zogno.